Stevulin e Majutin

Nei tre giorni di Carnevale, Stevulin ‘dla Plisera e Majutin dal Pampardù sono i padroni assoluti della città. Leggenda vuole che si tratti di due contadini che secoli fa giunsero in città da due cascine dei dintorni per il loro viaggio di nozze. Acconsentendo alla volontà popolare, il signorotto locale consegnò ai due giovani sposi le chiavi della città, permettendo loro di governare e amministrare la giustizia per tre giorni.Car_-2
Da questo deriva la cerimonia del sabato di Carnevale in cui le maschere ricevono le chiavi della città dal Sindaco. Subito dopo, Stevulin legge il suo discorso alla popolazione radunata in piazza, discorso in dialetto che affronta, con arguzia e umorismo, argomenti di attualità non solo locale.
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Ogni anno “Stevu e Majot”, come sono affettuosamente chiamati dai Santhiatesi, sono impersonati da una coppia diversa che viene presentata ufficialmente il martedì prima di Carnevale.
Durante una serata a cui partecipano moltissime maschere piemontesi, la coppia che si appresta a interpretare questo ambito ruolo riceve gli oggetti che caratterizzano il costume: il caplin (cappello), la cavagna (cesta di vimini) e l’umbrela (ombrello) per lui, lo spunciun (spillone per i capelli), la scusal (grembiule) e la mantlin-a (scialle) per lei.Car_-3

Le maschere uscenti entrano di diritto nel gruppo degli “Stevu e Majot Früst”, cioè usurati. Si ritrovano ogni anno poco prima di Carnevale per una cena e sono riconoscibili durante i festeggiamenti per la loro colorata coccarda.

Fotografie: Riccardo Ferrarese.


Vedi la gallery “Stevulin e Majutin negli anni”

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