Giovani, sorridenti e con il Carnevale nel sangue. Sono pronti a prendere le redini della città Stevulin dla Plisera e Majutin dal Pampardù, alias Marco Carletto e Sabrina Bellone.

Il primo, classe 1995, vestirà infatti i panni dell’eroe carnevalesco santhiatese, mentre la seconda, 23 anni, sarà la sposa che tutti in paese vorrebbero avere.
“Sono carnevalante dalla tenera età di un anno e mezzo e, da allora, non ne ho mai saltato uno – spiega Marco -. Da bambino ho sempre sfilato con il gruppo “Rabadan”, poi, crescendo, mi sono unito a “I Funfi” e ancora oggi faccio parte di questo gruppo. Da una decina di anni io, mio papà e vari amici abbiamo inoltre in carico, per la colossale Fagiuolata, una palina per la distribuzione dei fagioli. Ho sempre sognato di poter rappresentare un giorno Stevulin ed ora, finalmente eccomi qua”.
E Majutin? “Credo di non aver mai perso un Carnevale, è qualcosa che ho nelle vene – rivela Sabrina -. Infatti, oltre ad essere una delle pronipoti di Oltemio Grossi (rimpianto personaggio carnevalesco nonchè munsu faseu), il mio primo corso mascherato è avvenuto quando ero ancora nella pancia della mamma. Ho sfilato inizialmente nel gruppo storico “Butalin”, ora diventato “Butalass”, poiché mio zio è un carrista del gruppo; poi mi sono unita a “I Rabadan” e, infine, dal 2008, sfilo con il gruppo Majorettes”.
Nel 2006, alla presentazione delle maschere di Santhià, mi ricordo di aver visto ballare Rodney Cattaneo ed Elisa Battù, Stevulin e Majutin di allora, e di essermi detta che un giorno anche io avrei sicuramente vestito i panni della sposa del contadino”.

stevulin e majutin

Ma chi sono Stevulin dla Plisera e Majutin dal Pampardù? Le due maschere santhiatesi sono nate nel 1929, a somiglianza delle maschere torinesi Gianduja e Giacometta. Prima di tale data probabilmente non si sentiva la necessità di avere due specifiche maschere locali, in quanto gli Abbà, con i loro abiti sgargianti, da secoli rappresentavano direttamente le diverse autorità carnevalesche. Le maschere furono quindi create, a Santhià come in molti altri centri piemontesi, per dare una ventata di freschezza e far rivivere antiche tradizioni, come i fasti dell’antica Badia. Nel 1934 si fece strada l’esigenza di identificare le maschere con concrete figure umane, per cui si pensò a due giovani provenienti dalla campagna e, precisamente, da due cascine con terreni non propriamente ricchi: Stevulin arrivava dal Pampardù (“Panperduto” in italiano), una cascina posta nel punto più alto del territorio comunale, mentre Majutin abitava alla cascina Plisera (“Pellizzera” in italiano), non lontano dal confine con Tronzano. Stevulin è il classico contadino furbo, coraggioso, pronto a denunciare e condannare le storture, gli abusi e il malvezzo locale; Majutin invece è la regina della casa, obbediente, umile e modesta.

Oggi tocca a Marco Carletto e Sabrina Bellone riportare in vita la tradizione, due giovani molto attivi pure nel sociale. Il primo fa parte del consiglio direttivo di “Casa Amatrice Onlus”, una Onlus nata dalla collaborazione di vari Comuni che, dopo il tremendo terremoto dell’agosto scorso, hanno deciso di unire le forze per aiutare Amatrice e le popolazioni colpite dal sisma.
La seconda ha partecipato per diverso tempo al pellegrinaggio a Lourdes con “Oftal domani”, svolgendo pure il ruolo di dama.
Attore e appassionato di cinema e teatro (ha partecipato anche ad Italia’s Got Talent), Stevulin studia Scienze Biologiche al Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologia dell’Università del Piemonte Orientale; Majutin, invece, frequenta il quarto anno di Scienze della Formazione Primaria di Torino.

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