Il rogo del Babaciu

Martedì sera il Carnevale si chiude con il rogo del Babaciu nella piazza centrale. Il Babaciu è un pupazzo in cartapesta che incarna l’essenza stessa della manifestazione. Tutta la popolazione si raccoglie in piazza per assistere all’accensione del rogo.

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Non è raro cogliere una viva commozione (e qualche lacrima) sui volti di chi vive il Carnevale con passione, quando nella piazza risuonano le campane a lutto e la Banda Musicale Cittadina suona una marcia funebre. Dopo poche note, la lugubre melodia si tramuta in un’ultima monferrina sfrenata, dando vita ad un vero e proprio “curantun” di proporzioni gigantesche.

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Il “serpentone” folleggia per tutta la piazza fino al completo esaurimento del fuoco che riduce in cenere il simbolo del Carnevale.

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Nel mentre, la statua di Gianduja viene fatta scendere dal trono da cui domina la piazza durante i tre giorni clou della manifestazione e la bandiera del Carnevale Storico di Santhià viene ammainata. Un ultimo omaggio alla statua di Gianduja che viene baciata come una reliquia dai carnevalanti e poi tutti al PalaCarvé per le premiazioni e le ultime danze.

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Dal 1995 gli “atticciatori” ufficiali del Rogo sono i componenti del Gruppo dei Funfi.

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