Il Corpo Pifferi e Tamburi

“I Pifferi non partecipano al Carnevale. I Pifferi SONO il Carnevale!”. Basta questo motto a presentare il gruppo: i mantelli rossi e le tradizionali monferrine sono simboli del Carnevale santhiatese fin dall’800.

Pifferi1

La prima testimonianza scritta della presenza di Piffero e Tamburo nel Carnevale di Santhià, compare in un avviso datato 30 gennaio 1833 che, dopo l’elenco dei “piatti destinati al pranzo dell’ultimo lunedì di carnevale“, recita: “Il tutto deve essere ben cotto, e d’ottima qualità, altrimenti vi sarà la diminuzione di soldi cinque per ciaschedun individuo. Però il tamburo, ed il piffero saranno esenti di pagare la loro mercede“.

Pifferi2

Un’altra testimonianza si legge nei manifesti del programma delle manifestazioni carnascialesche del 1882:”Lunedì ore 4 sveglia al suon di Pifferi e tamburi“. Il gruppo oggi conta una cinquantina di elementi, con un’organizzazione e una denominazione che risalgono all’inizio degli anni settanta quando le nuove leve ampliarono e rinnovarono gli organici. Il motto “Meno siamo e più mangiamo” ben sintetizza la goliardia e la convivialità che caratterizzano pifferi e tamburi.

Pifferi3

Negli anni novanta il Gruppo ha adottato una seconda divisa che consente loro di partecipare a numerose rievocazioni storiche. Si tratta di una divisa risalente al periodo napoleonico, fedele riproduzione dell’ uniforme indossata dai “TIRAILLEURS DU PO”, battaglione di fucilieri costituito nel 1803 in Piemonte che arruolava un terzo della sua forza dal Dipartimento della Sesia.

Pifferi4

Share